Dicembre 23, 2008

Facebook dilaga, e ora mai ne stanno facendo anche “pubblicità” in televisione vista la sua grande ascesa. Si sa però anche che sta compromettendo seriamente un altro fenomeno certamente più vivo a livello intellettuale (ma che rischiava di sfociare nel populismo), cioè quello del blogging iniziato intorno alla fine degli anni 90. Grazie ai blog si è potuta dare quella circolazione di informazioni che oggi sta pian piano diminuendo. Basta dare un occhiata alle statistiche di entrata per rendersi conto della grande diminuzione delle visite e non solo io ne parlo. Infatti ringrazio capemaster per l’immagine qui sopra che mostra chiaramente la scarsità dei contenuti di facebook, che anzi già si sta preparando alle idiote catene di sant’Antonio. Ma Facebook è cosi amato perchè è una piattaforma facile, per accedere al profilo di una persona bisogna esserle amico, a meno che essa non dichiari esplicitamente di rendere pubblico il profilo, si possono creare gruppi per poter discutere di vari argomenti (rimpiazzando i normali forum), organizzare date di incontro, avvenimenti, compleanni ecc. come se fosse una grande agenda, si può scrivere quello che si fa duranete la giornata, pubblicare link e video rimpiazzando ciò che fa comunemente un blogger, ci si può svagare con test e altre applicazioni varie che vanno dai giochi alle più disparate tematiche. Insomma è un social network raccoglitore di tante cose, che rischia però di mettere in pericolo il vero punto fondamentale sul quale sempre si è basato il web: la ricerca di siti e fonti diverse, la diveristà insomma. E si rischia anche di avere una morbosità nel suo uso, un angoscia se si sta lontani da esso, una perdita del concetto di realtà. Ma è meglio non vedere le cose da un punto di vista cosi pessimistico. Ora è il tempo di Facebook, ma passerà e qualcun’altro prenderà il suo posto prima o poi.
A presto
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Pubblicato da davidcorner
Dicembre 10, 2008

Dopo una lunga pausa per la quale questo blog non ha visto nessun articolo nuovo, rieccomi qui. In questo periodo, lo dico sinceramente, sta vigendo la filosofia dell’ozio. Faccio diversi punti per una migliore lettura:
- Sto passando la maggior parte del tempo più che altro a leggere due libri appassionanti che mi sono voluto cordialmente regalare, entrambi del grande matematico Piergiorgio Odifreddi: il primo “Perchè non possiamo essere cristiani” porta avanti una ricca critica contro il cristianesimo e il cattolicesimo in chiave teorica, prendendo i diversi passi della Bibbia e del Vangelo e sottolineando le contraddizioni, i falsi storici, le bruttezze letterarie, i paradossi etici, i pregiudizi radicati; il secondo “Il matematico impertinente” è molto più famoso, è un saggio nel quale Odifreddi parla di diversi temi prendendo posizioni importanti riguardo la politica e la religione, e facendo una interessantissima opera di divulgazione riguardo alla matematica, la logica, le scienze, la letteratura. Soprattutto riguardo la religione anche in questo caso la critica è forte ma si fa più generale: Odifreddi va a toccare gli aspetti più pratici ma soprattutto chiarisce altri aspetti molto interessanti, uno per tutti la religione dal punto di vista “biologico” e “fisiologico” delle neuroscienze. Sembra un paradosso a dirlo ma un interessante capitolo è dedicato a questo, una fede cerebrale, la stretta vicinanza tra inconscio e la sensazione di Dio. Ovviamente il religioso si rifiuterà di vedere le sue esperienze religiose ridursi a fattori elettrochimici, ma su questo dedicherò un articolo a breve. Spero di essere più presente per il blog e di scrivere presto articoli interessanti su queste tematiche cosi forti.
- Uno sguardo alla questione macroeconomica attuale: che dire, la crisi si comincia a sentire, perlomeno in Italia, già vittima di una situazione devastata riguardo all’economia interna. Si sta instaurando un processo che può pericolosamente diventare vizioso: i numerosi licenziamenti (ci sono stime per i prossimi mesi che fanno rabbrividire) e la cassa integrazione sempre più frequente per troppe persone tenderà a far inginocchiare ancora di più il mercato interno. Il potere d’acquisto continua a diminuire, lo sviluppo industriale tende allo zero, e cosi via. La soluzione nel rilancio dell’economia sta nel rilancio dei consumi, e questo può avvenire solo con il calo dei prezzi, se non con una vera e propria deflazione. Ma i disastri all’economia interna non sono da attribuire totalmente alla crisi internazionale, ma sono stati la conseguenza durante questi decenni della mancanza di persone competenti che abbiano saputo avere un minimo di senso di responsabilità e quindi di prendere decisioni importanti in materia economica. Questi che vediamo sono i guasti di una politica insana e di un comportamento non sempre corretto e responsabile all’interno delle istituzioni pubbliche. Girando lo sguardo in un altro versante: hei ieri il petrolio era a 42$, perchè lo paghiamo come se fosse ancora a 120$ ?
- Per quanto riguarda la riforma scolastica il governo sta facendo un passo indietro come gli studenti volevano (peccato che ci siano voluti 2 mesi, con tutti i disagi che questo ha comportato). Sono molto soddisfatto per l’aumento delle ore di inglese, matematica e materie scientifiche nelle scuole superiori. Le materie umanistiche hanno troppe ore perfino nei licei scientifici, fatta eccezione per la storia e la filosofia che invece dovrebbero averne di più a mio parere proprio per la loro natura di “aprire le menti”. Peccato che queste piccole modifiche verranno attuate quando io me ne andrò dalla scuola superiore e entrerò all’università per la quale i tagli avverranno comunque. Pazienza, non sono stato fortunatissimo.
Statemi bene, a presto!
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Pubblicato da davidcorner