
Leggevo nel web vari articoli e come sempre nel blog di Marco ho trovato una bella spiegazione chiara di come sia avvenuto l’incidente del 19 Settembre scorso. Il 3 Novembre è avvenuto l’ultimo test e ora è in letargo fino al 2009. Ecco cosa è successo in breve (ringrazio Marco): la connessione elettrica difettosa ha cominciato a dissipare potenza, si è osservato un picco di tensione resistiva di 1 V (chi si ricorda la legge di Ohm può facilmente calcolarsi di che resistenza stiamo parlando), la tensione dunque è stata staccata e sono partite le operazioni di emergenza (tutto questo è avvenuto in mezzo secondo!). Si è creato un arco voltaico che ha bucato il contenitore dell’elio che è uscito nel vuoto di isolamento, si è tolta la corrente ai magneti per sicurezza e si sono aperte le valvole di sicurezza, che è in fin dai conti una buona cosa. Ma la pressione dell’elio nel sotto-settore 23-25 era troppo forte e in totale nel tunnel sono state rilasciate 6 tonnellate di elio, 2 subito (che hanno saturato l’atmosfera cacciando via l’ossigeno, motivo per cui non si è potuti scendere subito a vedere), e circa altre 4 prima che si potessero richiudere le valvole. Più tutti gli altri danni alle apparecchiatture (dipoli e quadrupoli, perfino ancoraggi sul pavimento ecc). Insomma c’è un bel lavoro da fare!
Dovremo aspettare quindi per vedere se esiste davvero il bosone di Higgs o qualcosa di simile. Ma cosa è il bosone di Higgs? Perchè è cosi importante? Ancora nel blog di Marco ho trovato una semplice e chiara minidivulgazione scientifica, almeno per capire di che si tratta. Cercherò di sintetizzarla in alcune righe. Partiamo un pò da lontano: molto tempo fa si pensava che la materia, anche se l’avessimo divisa sarebbe stata composta sempre dalla stessa “cosa”, per esempio l’acqua era semplicemente acqua, nient’altro. Poi alcuni signori volevano vederci chiaro, si iniziò separando le molecole, poi affettando ancora più a fondo si scoprì che anche una molecola d’acqua è un composto, formato da un atomo di ossigeno e due di idrogeno (la chimica la sappiamo un pò tutti). Anche gli atomi vennero scomposti in parti più piccole sino a scoprire un nucleo composto da particelle di protoni e neutroni e altre particelle più piccole che orbitavano attorno ad esso, gli elettroni. Non molto tempo fa si arrivò a fare un ulteriore passo avanti, i protoni e neutroni erano composti a loro volta da particelle ancora più elementari: i quark.
Gli scenziati pensano che tutte le cose siano fatte dalle particelle che potete vedere nell’immagine in alto: i quark e i leptoni, che si combinano tra loro come in un gioco delle costruzioni (un protone per esempio è costituito da due quark up e un quark down, un neutrone da due quark down e un quark up). Questi costituenti elementari si “parlano” scambiandosi delle altre particelle “messaggere”, che sono i fattorini delle forze fondamentali della natura: il fotone (la luce in tutte le sue forme) trasporta la forza elettromagnetica, che è quella responsabile di tutta la chimica e le interazioni di tutti i giorni; i gluoni scambiano la forza “forte”, che tiene insieme i quark e i nuclei degli atomi; le particelle W e Z si occupano di scambiare la forza “debole”, che è quella responsabile della radioattività. C’è poi la gravità ma non facciamo tutto insieme, meriterebbe un bel discorso lungo a parte. Ritornando al dunque, purtroppo c’è un “problemino”, la teoria che descrive i componenti fondamentali di tutte le cose (il Modello Standard, che è stato formalizzato negli anni ‘70 del secolo scorso) funziona veramente molto bene, ma ha un piccolo difetto: sostiene che le particelle non dovrebbero avere massa. Noi invece sappiamo bene che le cose hanno massa e dunque devono averla anche le particelle che le compongono, ma se aggiungessimo la massa “a mano” nella teoria le equazioni vengono distrutte e non funzionano più (i fisici teorici dicono che l’invarianza di gauge della teoria non era rispettata). Poi negli anni 60 il signor Peter Higgs ebbe un idea: supponiamo che le particelle in effetti non abbiamo massa di per sé, ma che nell’universo esista però un campo che pervade tutto, una sorta di melassa cosmica che le particelle devono attraversare quando si muovono. Questa melassa frenerebbe in modo diverso ogni particella (e ogni composto di particelle, cioè ogni cosa) rendendola più o meno pesante. Tradotta in equazioni l’idea funzionava: le particelle acquisivano massa e le equazioni della teoria rimanevano valide senza spappolarsi. Già, ma come fare a provarlo? Il signor Higgs andò oltre nei suoi calcoli e notò che se la sua ipotesi era vera, allora questa sorta di melassa cosmica, oltre a dare massa alle particelle, ogni tanto doveva anche raggrumarsi su se stessa, dando vita una nuova particella che venne battezzata bosone di Higgs. Ecco, il bosone di Higgs, se esiste, è il condensato di questo campo che pervaderebbe tutto e sarebbe il responsabile della massa di tutte le altre particelle. Se riuscissimo a vederlo avremmo la prova che la teoria del signor Higgs è esatta, e dunque una spiegazione del perché tutto ha una massa. E poi potrebbe essercene più di uno e la melassa cosmica potrebbe essere un miscuglio di più particelle. Lo so la spiegazione è molto semplice, ringrazio Marco, ma è questo che fa un Fisico, prima si parte dal generale e poi si arriva al particolare, (come ha fatto notare il prof. Burderi in una sua conferenza) se chiedete ad uno scienziato di calcolarvi il moto Newtoniano di una foglia che cade vi risponderà che è praticamente impossibile, eppure è una cosa cosi banale no? L’attrito dell’aria sulla superificie della foglia però sarebbe talmente complesso da calcolare che finirebbe per rendere il sistema impossibile. Allora prima studiamo il moto di un punto materiale invece che di una foglia, poi vediamo che la foglia è qualcosa di molto particolare mentre un proiettile per esempio con la sua superficie rotondeggiante si avvicina molto di più alla nostra teoria, è questo che fa un Fisico. E’ questo l’atteggiamento da tenere quando si cerca di spiegare qualcosa del genere. Molti non comprendono quanto sia importante la ricerca pura (tornando al discorso dell’LHC) semplicemente perchè non comprendono di cosa tratta, infatti la maggior parte delle volte le ricerche si basano su nozioni difficili e complesse. La divulgazione semplice e chiara aiuta ad avvicinarsi anche se non a livello approfondito nelle bellezze della Fisica e della Scienza in generale, che non fa altro che affascinare ogni giorno di più.
A presto
Pubblicato da davidcorner 





