Sul giornale…

Ottobre 27, 2008

Hanno fatte tante foto ma hanno messo quella che a mio parere è uscita peggio (Io al centro, Mauro Flore a sinistra), nell’unione sarda di oggi (27 Ottobre) potete trovare un bell’articolo sulla manifestazione Monumenti Aperti, per la prima volta a Selargius, alla quale ho partecipato come guida nella casa del Canonico Putzu, attualmente utilizzata per eventi culturali organizzati da comune. E’ una bella e interessante manifestazione, sempre se non sfoci a volte nella noia assoluta. L’articolo comunque rende omaggio al Liceo Pitagora con quell’espressione “ragazzi del Pitagora, guide preparatissime” che non so quanto possa rispecchiare a pieno la realtà.
No a parte gli scherzi ci siamo impegnati abbastanza e armati di pazienza a illustrare le varie cose.
Domani intanto ci sarà un’assemblea riguardo la riforma Gelmini ed eventuali proteste che la scuola vorrà intraprendere, rimago scettico sui risultati che otterremo, il peggio della riforma riguarda università e ricerca e meno le scuole superiori, credo fortemente che sia la solita scusa da parte di alcuni per saltare le lezioni. In ogni caso cercheremo io ed altri di trasformare qualsiasi tipo di manifestazione di protesta in qualcosa di costruttivo e che possa giovare alla crescità di tutti.
A presto.


Dove sta andando l’istruzione italiana?

Ottobre 25, 2008

Ancora non si placa la protesta, anzi se continua di questo passo credo che aumenterà sempre di più. Devo dire la verità, mi ci è voluto un bel pò di tempo per leggere il decreto 133, di cui ci può interessare l’articolo 16 per la questione dei fondi privati alle università e per la riduzione del turn-over al 20% dei pensionamenti. Un altro decreto legge interessante è quello delle misure urgenti per riportare stabilità al mercato finanziario di cui ci riguarda l’articolo 1 comma 7 dove esplicitamente è scritto: “riduzione lineare delle dotazioni finanziarie, a legislazione vigente, [...] ai trasferimenti a favore degli enti territoriali aventi natura obblgatoria, del fondo ordinario delle univeristà, delle risorse destinate alla ricerca ecc.” Il fondo ordinario delle università tanto per capirci è il fondo principale, quello da dove bisogna pagare stipendi, arredi interni, macchinari da laboratori e tutto il resto. Capite adesso il grande malcontento tra gli studenti. Con delle dichiarazioni del genere poi che si può dire? Il fascismo non è morto ma anzi ce lo siamo ahinoi portato dietro per cinquant’anni e ancora si sentono dichiarazioni incredibili come quelle di Cossiga.  Ritengo che tutto questo sia inacettabile, sono d’accordo sul ricorso alle forze dell’ordine solo nel caso si verifichino violenze o reati come purtroppo sta accadendo troppo spesso, ma non sull’arrestare una protesta legittima per un decreto legge che solleva importanti questioni sulla ricerca in Italia, sono contrario a questo metodo antidemocratico, dove le forze dell’ordine sono utilizzate per arginare il protagonismo della società civile. Credo che queste dichiarazioni sono state un chiaro sintomo della crisi profonda della democrazia in questo Paese.
Il movimento che si sta sviluppando nelle università è un movimento che sta elaborando forti contenuti, proposte concrete invece che semplici critiche. L’Unione degli Studenti come le altre organizzazioni lavora da mesi perchè i ragazzi ricevano un’informazione approfondita e completa sulle politiche di questo Governo in materia di Istruzione, lavoro dimostrato dalla piena consapevolezza dei manifestanti. Le azioni che si mettono in atto non sono semplici provocazioni ma sono strutturate in modo da essere costruttive, con lezioni autogestite, momenti di didattica alternativa, discussioni approfondite con esperti, è loro cura fare in modo che non risultino lesive per nessuno degli studenti coinvolti. La battaglia degli studenti è di tipo culturale e non soltanto di principio. Ovviamente ci sono i soliti (troppi) che mettono in chiara evidenza la loro più grande inciviltà e proclamano proteste inaudite senza nemmeno aver letto la legge che inevece per alcuni aspetti è anche giusta, ma solo questi andrebbero puniti. E smettiamo di politicizzare la situazione, non è vero che tutti gli studenti e i docenti in protesta sono di sinistra solo perchè il decreto è proposto dal governo di centro-destra, questa mentalità è da scardinare, un luogo comune che in Italia persevera da anni. Si sta criticando un decreto che porta la ricerca italiana ad uno dei posti più bassi d’Europa, si giudicano i provvedimenti, non chi li fa. Ma daltronde sono gli stessi politici ad averci educato a questo tipo di mentalità chiusa al dialogo, fatta di insulti, irresponsabilità e solamente cura dei propri interessi e tornaconti.

I ragazzi criticano senza proporre, il decreto andrà avanti. [...] E’ falso, non ci saranno tagli.

La recente approvazione della legge n.133, 6 Agosto 2008, ha riportato l’attenzione del Paese sullo stato dell’Università che, soprattutto per quanto riguarda la ricerca e gli sviluppi lavorativi non era messa in buone condizioni. Da molti anni esiste un consenso internazionale sul fatto che l’Università italiana soffra di vari e gravi mali che ne impediscono un corretto funzionamento: concorsi truccati, nessuna meritocrazia, baroni che si intascano i soldi ecc. Le insufficienze sono forse più platealmente evidenti nel campo della ricerca, ma anche sul versante della didattica vi sono evidenti problemi riguardo al numero di fuoricorso, al ridotto numero di laureati rispetto agli iscritti, all’inadeguatezza della formazione universitaria per il mercato del lavoro. Il contenuto effettivo della legge 133, per la parte che attiene al settore universitario, è alquanto deludente. Nonostante le buone intenzioni le quali comunque la legge in molte occasioni mette in atto, trattasi di un’occasione perduta che, di fatto, potrebbe danneggiare ulteriormente il sistema universitario. Nella parte che qui interessa, la legge 133 prevede: (1) la limitazione del turnover al 20% dei pensionamenti, con proporzionale riduzione del finanziamento ordinario; (2) la possibilità per le università di trasformarsi in fondazioni senza scopo di lucro per raccogliere finanziamenti e donazioni dei privati.
Ecco un importante pecca: la legge 133 (art. 16, comma 9) indica che i fondi pubblici verranno utilizzati per “perequare” (ossia, bilanciare) i fondi privati: ai più meritevoli, in grado di raccogliere finanziamenti privati, arriveranno meno finanziamenti pubblici che fluiranno quindi, in maggiore quantità, ai meno meritevoli. Questo è l’opposto della meritocrazia tante volte invocata: in molti Paesi vige il principio esattamente opposto. L’attuale riforma punisce senza distinzioni tutto il mondo accademico italiano, aggravando situazioni già compromesse e penalizzando i ricercatori seriamente motivati. Nessun criterio meritocratico viene introdotto, nessun trasferimento di risorse da chi non fa a chi fa viene attuato o anche solo incentivato. La legge 133 prescrive di qui al 2013 una riduzione del 13% del finanziamento ordinario all’università senza però intervenire al suo interno e prefigurando quindi un sistema identico al precedente, con tutti i suoi difetti e le sue distorsioni, solo rimpicciolito. Tutto questo influirà negativamente sull’organizzazione delle istituzioni scolastiche, aumentando il rapporto docente/studenti e diminuendo il monte ore settimanali per tutti gli indirizzi. Meno risorse umane ed economiche significa meno attività extra-scolastiche, laboratoriali e più in generale una più bassa qualità della didattica. Dubito che questo possa essere utile al Paese. La ricerca e lo studio in un paese non è una spesa ma è un investimento ma questo in Italia non lo hanno mai capito (sottolineo mai perchè non è da questa legge che è nato tutto) e gli altri paesi ci ridono dietro. Leggi il seguito di questo post »


L’origine della vita

Ottobre 18, 2008

Sulla famosa rivista scientifica Science ieri leggevo un articolo interesante sull’origine della vita sulla terra, a conferma che i risultati che aveva ottenuto Miller erano giusti. Capire l’origine della vita sulla terra e la sua evoluzione è stato sempre un obiettivo da raggiungere per la ricerca scientifica, nel 1953 Stanley Miller fece un esperimento importantissimo e che diede risultati sorprendenti: collegò mediante tubi di gomma due recipienti – uno contenente acqua e l’altro contenente una miscela gassosa di metano, ammoniaca e solfuro di idrogeno per rappresentare rspettivamente gli oceani e l’atmosfera della Terra primitiva – e vi fece passare qualche scarica elettrica come surrogato di fulmini. Dopo qualche giorno l’acqua era diventata un brodo giallo-verdastro ricco di amminoacidi, acidi grassi, zuccheri e altri composti organici. Il superiore di Miller disse compiaciuto: “Se Dio non lo ha fatto in questo modo si è lasciato sfuggire un ottima occasione”.
Molti scienziati avevano pensato che l’atmosfera terrestre non era poi quel miscuglio di gas ipotizzato da Miller ma che fosse ben diverso e in questi casi si produrrebbe un solo amminoacido. Ma il problema comunque rimane un altro, cioè la formazione delle proteine (base essenziale degli esseri viventi) formate da moltissimi amminoacidi e di una complessità enorme e allo stesso tempo stupefacente. Il problema era infatti capire come potessero gli amminoacidi appena creati legarsi inseme a migliaia per formare le proteine complesse senza le quali non ci sarebbe vita. Molti scienziati sono daccordo con il fatto che le proteine non si siano create come le conosciamo ora ma che abbiano avuto un’evoluzione anch’esse proprio come l’hanno avuta gli essere viventi molto più tardi. Come dice anche Richard Dawkins ci deve essere stato un processo di selezione cumulativa di qualche tipo che ha consentito agli amminoacidi di assemblarsi in brevi catene. Prima due o tre amminoacidi alla volta si legarono tra loro per svolgere qualche funzione poi si imbatterono in altre sequenze di dimensioni simili “scoprendo” cosi qualche miglioramento. Non bisogna pensare che tutto questo sia successo in un batter d’occhio, la natura non ha fretta, ci impiega miliardi di anni. La tendenza degli atomi, delle molecole (semplici e complesse) ad assemblarsi è cosi forte che ormai molti scienziati sono convinti che la vita sia più inevitabile di quanto pensiamo: che sia, per citare il biochimico Christain de Duve, premio Nobel belga, “una manifestazione della materia da considerarsi obbligatoria, costretta a presentarsi laddove vi siano le condizioni appropriate”. Credere in qualche essere creatore che ci abbia creati dal nulla in uno solo giorno cosi come siamo ora non ci fa apprezzare il processo difficoltoso che la materia è riuscita a portare avanti in miliardi di anni, il suo tentativo di evolversi e migliorare.
Bisogna sottolineare che le condizioni sulla terra ai tempi dell’Archeano non erano sicuramente favorevoli alla vita, ma attraverso miliardi di anni in qualche modo essa si è sviluppata, si è assemblata e si è evoluta.
Le cose da scoprire e le domande a cui rispondere per la scienza su questo campo sono ancora tante, ma credo che siamo sulla giusta strada e fare ricerca ora come ora (anche se con i tempi che corrono è sempre più difficile) sia sempre più importante. L’esperimento che leggevo su Science ha portato dei dati interessanti dalle eruzioni vulcaniche: “Abbiamo trovato 22 aminoacidi — precisa Antonio Lazcano dell’Università del Messico e coautore della ricerca — dieci dei quali non erano stati stati individuati da Miller e ciò è stato possibile grazie alla potenza ora ben superiore degli strumenti d’indagine”. “C’è ancora molto da imparare dai vecchi esperimenti — aggiunge Jeffrey Bada soddisfatto —. Intanto abbiamo raccolto la conferma che i vulcani producono un’ampia varietà di composti”. “I vulcani, quindi — nota Antonio Lazcano — hanno generato elementi essenziali dai quali si è poi sviluppata la vita e gli ambienti vulcanici sono stati una delle varie nicchie, tra le più importanti, in cui la biologia si è potuta sviluppare”.

Buona scienza!
A presto


Wall Street: tra film e realtà

Ottobre 10, 2008

Ieri ho guardato con interesse il film di Oliver Stone “Wall Street”, realistico spaccato dell’economia degli Stati Uniti negli anni 80. Film stupendo, ottime le interpretazioni degli attori e del grande Michal Douglas, strameritato l’oscar per lui, nessun altro sarebbe stato cosi perfetto per il personaggio che interpretava. Ma soprattutto l’ho apprezzato per il tema oggi più che attuale. Uno dei film più riusciti nell’ambito della borsistica. Un agente finanziario di Wall Street cerca di fare carriera appoggiandosi al suo idolo Gordon Gekko, grande azionista e speculatore, il quale prende il giovane agente sotto la sua ala. Una rappresentazione dettagliata dell’avidità dei più potenti, della capacità di arricchirsi senza creare denaro, ma solo trasferendolo, come dice lo stesso Gekko.
E’ un pò quello che si vede oggi. In realtà la crisi attuale è solo uno degli ultimi atti di un economia finanziaria autolesionista da parte del governo degli Stati Uniti. In questo secolo il divario tra economia reale e finanziaria è diventato enorme. L’economia reale di un Paese è esattamente l’essenza del capitalismo classico, la ricchezza si basa sulla produzione e quindi si può toccare con mano, uno degli esempi più importanti di questi tempi sono Cina e India. L’economia finanziaria invece è qualcosa di assolutamente virtuale, non la si può toccare con mano, nulla si produce ma tutto si trasferisce (tanto per usare una frase del film citato pocanzi). E in questo gli Stati Uniti hanno un pò esagerato, la crisi finanziaria è la conseguenza di tanti fattori di questa eccessiva virtualizzazione. Prima di tutto ci sono state troppe persone che si sono messi i soldi in tasca grazie alle gigantesche speculazioni, ma soprattutto c’è da considerare che da un bel pò di tempo a questa parte si sono concessi troppi crediti (mutui, carte di credito ecc) senza un’adeguata garanzia che colui che riceveva il denaro potesse realmente restituirlo. Un articolo su Giornalettismo spiega perfettamente il sistema: prendiamo una persona comune, John, con reddito annuale di 45mila dollari l’anno (32.000 euro lordi) e con a carico tre figli, difficile pensare alla casa? nessun problema, un broker di una banca locale gli offre un mutuo ipotecario trentennale a tassa variabile, 100% del valore della casa dei suoi sogni da 500 mila dollari. Come funziona? La banca del broker vende il mutuo ad una società finanziaria di Wall Street ed esce di scena, questa mette insieme il mutuo di John con altre migliaia di richieste simili e crea un “mortgage backed security” (Mbs), prodotto vendibile per azioni e obbligazioni. Nessuno va a controllare la solvibilità (cioè le garanzie che i riceventi il mutuo possanno effettivamente restituire il denaro). L’Mbs ha un rendimento decente e quel che conta di più, ha la tripla A garantita Fitch: una macchina perfetta, legale e regolata, che accomoda in un colpo solo le esigenze della finanza globale e quelle redistributive della politica social popolare. Per star dietro alle richieste del mercato però si deve reperire continuamente nuovi mutui da impilare in Mbs, a loro volta base per altri prodotti derivati. E’ una grande opportunità di affari per tutti, a piramide: nascono finanziarie dedicate, le banche locali si scatenano: finiti i cittadini medi, si scende ai bassifondi. A nessuno frega di controllare la solvibilità dei beneficiari dei mutui, tanto vengono ceduti seduta stante per poi passare di mano. I mutui vengono concessi a persone prive di stipendio e capitale: sulla speranza più che sulla fiducia. E’ logico che prima o poi il sistema crolla se nessuno restituisce ciò che ha avuto: le rate non incassate pian piano diventano sempre più grosse e considerevoli.

Il risultato si può già intuire: le finanziarie, indebitatesi per comprare mutui dalle banche, non riescono più a rivenderli e iniziano a cadere come le foglie d’autunno; le banche locali cessano di concedere mutui che gli rimarrebbero sul gobbone e quindi ci sono meno compratori sul mercato. Più case (pignorate o costruite) in vendita, meno compratori: i prezzi crollano. Cade la chiave di volta del modello finanziario, fondato sull’assunto che la garanzia – la casa – abbia valore crescente nel tempo e sia liquidabile on demand. E’ il disastro per i “ricchi”: le finanziarie e le società di costruzione falliscono, molti broker rimangono per strada. E’ il disastro anche per i “poveri”: solo nel mese di agosto 33mila californiani hanno perso la casa e altri 101mila incluso il nostro caro John hanno ricevuto l’avviso di pignoramento, i prezzi delle case crollano fino al 25%. Un sistema all’apperenza perfetto, ma costruito sull’acqua, un castello di carte che facilmente e velocemente cade giù tutto d’un colpo.
Quindi tutto è partito con la crisi dei mutui subprime, il primo pesante colpo inferto al sistema economico americano. Poi è arrivato il fallimento della banca d’affari statunitense Lehman Brothers. E da lì il crollo a catena di tutte le Borse con i titoli bancari e quelli assicurativi bersagliati dalle vendite. E in un paese dove anche i più piccoli risparmiatori manovrano in borsa comprando e vendendo, la crisi prima o poi arriva e trascina giù il sistema economico finanziario mondiale. Le conseguenze non tarderanno, anche se arriverà un rialzo e un nuovo equilibrio, c’è chi dice di non alimentare il panico e c’è chi dice che è solo l’inizio di un più ampio cambiamento dal punto di vista macroeconomico e politico.
A presto


Quando l’intelligenza è un optional..

Ottobre 1, 2008

Rosa Alberoni come il suo solito si è espressa pesantemente in un intervista all’agezia Zenit.org criticando la comunità scientifica e in particolare l’evoluzionismo di Darwin che secondo lei sono portatori di tutti i mali di cui oggi è pervaso l’Occidente e non manca di fare riferimenti a Satana.
L’intervista ha inizio con un invito alla Alberoni di esprimere il proprio parere riguardo all’introduzione nella scuola di dibattiti della creazione insieme alle teorie evoluzionistiche. Ecco la risposta (non spaccate i monitor dei vostri pc!)

La Creazione non è una teoria, è una realtà forgiata da una mano potente, una realtà certificata da tutto il creato, che è misterioso e sconfinata, e controfirmata dalla venuta di Cristo, che l’ha consacrata con la sua Parola. Quindi la Creazione non è oggetto di discussione, né di opinione, ma di acclamazione. Per confutare la teoria darwinista basta il buon senso: nessuna teoria è capace di creare il cielo e la terra, e tanto meno quel mistero che è l’essere umano, capace di conoscere passo dopo passo i piccoli segreti del creato, non la potenza di Dio, non il suo piano, non il suo pensiero come sostiene Einstein.

Allora cara Alberoni, facciamo un pò di chiarezza su cosa significa “teoria”. Secondo la National Academy of Sciences (NAS), una teoria scientifica è “una spiegazione comprovata di alcuni aspetti del mondo naturale che possono incorporare fatti, leggi, deduzioni e ipotesi testate.” Quello a cui si riferiscono i creazionisti è una definizione di teoria del parlato comune, non scientifica. Seconda cosa, non mi pare molto logico parlare di realtà certa e certificata quando non lo è affatto, se avesse letto qualche libro invece di pubblicarne tanti di inutili saprebbe che tutte le teorie scientifiche finora portate avanti spiegano una moltitudine di fenomeni e fatti accaduti (come la nascita della vita e la sua evoluzione) che invece la religione non spiega ma si limita a dire “E’ cosi e basta!”. Non da alcuna spiegazione nè prova, quindi di certo e certificato non c’è nulla! Le riposte certe a questi argomenti per i credenti non sono comprovate con metodo scientifico ma sono solamente risposte interiori e spirituali, e perciò sono soggette al giudizio personale, alla individualità e alla non obiettività, quindi fallaci.
Ma passiamo alla prossima domanda, nella quale viene chiesto se sembra essere oscurantista il non discutere di creazione e evoluzionismo insieme nelle scuole:

Più che oscurantista il divieto è tracotante. Semmai la domanda che bisogna porsi è un’altra: perché la civiltà ebraico-cristiana ha permesso che una teoria s’installasse nelle scuole e sui media come realtà? Perché tale appare ai nostri figli: viene loro insegnato sin dall’asilo che l’uomo proviene dalla scimmia, con tutti i disegni che indicano con cura meticolosa come la scimmia camminando nel tempo perda il pelo, si alzi in piedi e diventi uomo. Quando arriva Natale, ai bambini l’evento centrale della cristianità si presenta come una delle tante favole. Tanto è vero che aspettano Babbo natale con sacco di doni, e Gesù appare loro come uno dei figli degli ambientalisti, fatto nascere apposta in una capanna, perché là dove vivono il bue e l’asinello l’aria non è inquinata….

Beh certo meglio far imparare a tutti che l’universo si è costruito a pezzi in 6 giorni come dice un libro scritto più di 2000 anni fa che ha passato una moltitudine di anni tramandato con tradizione orale e tra l’altro ricco di contraddizioni, falsi storici, pregiudizi immorali ecc. Nelle scuole l’unica cosa da insegnare è il ragionare con la propria testa, sottopporre tutto a dubbio e critica, essere certi di qualcosa prima di proclamarla come universalmente giusta. Ma purtroppo questo è scomodo a molta gente, la religione in primis non è altro che un mezzo (fondato sulla paura) per manipolare le masse a proprio piacimento a guadagno di pochi. Leggi il seguito di questo post »