E’ religione o cos’altro ?

luglio 5, 2009

Sui telegiornali non si è sentito molto, ma sulle testate cartacee e soprattutto in Internet la notizia non solo si è sparsa velocemente ma ha addirittura visto uno scenario perlomeno inaspettato, ossia le critiche da parte di molto stessi cattolici. A cosa mi riferisco? Alla strabiliante notizia di far depositare le ossa di Padre Pio in un mega stanzone realizzato interamente in oro massiccio (vedi foto in alto). E il blogger di Nipresa credo abbia proprio ragione quando dice che questa cripta in oro massiccio sia qualcosa che non si è mai vista nemmeno nelle più deliranti avventure di Dungeons and Dragon. Ma la cosa più delirante, e che quindi rimanda a quello scenario psichico di totale confusione e irrimediabilmente della totale perdita della misura (e della logica), è la nascita di numerose critiche da parte dei cattolici stessi, che vedono sempre di più una Chiesa distante dai valori cristiani originari, dove tra la dottrina vera e propria e  la sua rappresentazione nel clero si sta verificando un divario e una slegatura senza precendenti. Il fatto è delirante perchè appartenere alla religione cattolica vuol dire anche questo, come fa notare bene Fabristol, e se molti sono passati ad un anticlericalismo o semplicemente hanno ritenuto opportuno coltivare il proprio spirito con una religione più coerente è anche per questi motivi, per una evidente esagerazione che varca ogni limite, perfino gli eventuali limiti imposti dalla religione stessa. Ma ovviamente non mancano i fedeli che al contrario, più per un bisogno d’ appartenenza piuttosto che per un vero sentimento religioso, continuano a difendere queste opere, compresa appunto la gigantesca sala interamente d’oro. Un argomentazione che mi ha colpito molto è stata che “la Chiesa, oltre alle enormi opere buone e caritatevoli nell’ambiente sociale, è capace ancora di esagerare nel bello al pari della Cappella di San Pietro o le opere di Giotto ad Assisi”. Beh, io ritengo che qui è proprio il concetto di “bellezza” che è totalmente sformato e privato del suo contenuto, in quanto un’opera detiene una bellezza davvero efficace quando riesce ad esprimerla attraverso la semplicità, piuttosto che attraverso l’esagerazione. Poi non si può paragonare uno stanzone d’oro agli splendidi dipinti creati da Leonardo, Raffaello, Giotto ecc. L’unica bellezza dell’oro infatti è solo nel suo luccichio, è una bellezza oggettivata, che colpisce i sensi senza conferirci un vero significato intimo. In un opera d’arte come un dipinto o una scultura invece, a parte il duro lavoro dell’artista che assegna un valore umano all’opera, si scorge anche quella bellezza dei significati, quello scoprire le allegorie nascoste dal fascino visivo oggettivo; insomma un’opera d’arte detiene una bellezza autentica in quanto al suo interno scopriamo qualcosa invece di vederla solamente con gli occhi (come l’oro e il suo solo luccichio). Ecco quale è la differenza in termini di “bellezza” (se si può dire che l’oro effettivamente è bello quando è cosi esageratamente sfarzoso). Che poi ci sia anche una differenza in termini di denaro è cosa più che ovvia, ma almeno l’opera è stata pagata con i soldi dei fedeli e così dovrebbe avvenire veramente: se ritieni di appartenere ad una comunità costruisci pure le opere che vuoi, ma non domandare soldi a chi alla comunità non vi appartiene. E io mi auguro che questo serva da lezione, e che qualche testa cominci a mettersi qualche sano dubbio riguardo a queste questioni.
A presto ;)


L’atteggiamento verso l’ignoto

giugno 9, 2009

L’estate è ormai alle porte, si prevede un lungo periodo di relax, riposo, mare, letture varie.. Anche se, sinceramente, quest’anno è praticamente volato, uno degli anni che sembrano passati con maggior velocità e non si sa il perchè. In ogni caso, vorrei parlare di un argomento importante che è nato da varie discussioni che ho avuto qui su Internet, precisamente riguardo strane teorie pseudo-scientifiche e questioni riguardanti il paranormale. Chi mi conosce, anche poco, sa mooolto bene come la penso a riguardo e non per niente il mio impianto intellettuale è sostanzialmente basato su un approccio verso la realtà di tipo scientifico. Se partiamo un pò da lontano, facendo un analisi storica e filosofica, possiamo dire in buona sostanza che l’atteggiamento verso l’ignoto, verso ciò che non si sa e che risulta misterioso è stato fondamentalmente di tre tipi:

  1. Non mi importa di sapere il perchè e quindi di sapere da quali cause è mosso il fenomeno misterioso che sto osservando, continuo a vivere la mia vita senza occuparmene
  2. Cerco di evincerne le cause basandomi su considerazioni personali, su sillogismi o su discorsi “logici” basati solamente sulla dialettica, sull’immaginazione, su eventuali pregiudizi e preconcetti di tipo culturale e religioso (a questo punto appartengono tutta la metafisica, i miti, le leggende, le religioni e molte filosofie)
  3. Cerco di evincerne le cause basandomi sullo studio approfondito e la ricerca sul campo, ipotizzando teorie e verificando che esse siano corrette con opportuni osservazioni ed esperimenti (e a questo punto appartiene ovviamente tutta la scienza ma anche molte filosofie simili che non fanno uso della matematica, come il metodo baconiano, che seppur diverso dalla scienza cerca di avere un quadro della realtà libero da pregiudizi o preconcetti)

E’ chiaro che nei tempi antichi quasi tutti i fenomeni erano sconosciuti (pensiamo all’atteggiamento di meraviglia dei filosofi greci verso la natura e la vita). E da questo si capisce come il secondo punto da me citato era quello più in voga nell’antichità, dove per spiegare i fenomeni si ricorreva spesso a miti o leggende che poi si sono articolati vedendo la nascita delle prime filosofie, con tutto il contributo che la metafisica ha dato alla storia del pensiero umano. Da qui si è passati alle filosofie di tipo religioso con i propri dogmi, tanto è vero che nel Medioevo se noi togliamo la parola “Dio” non ci capiamo più nulla poichè tutta la vita (dai contadini ai nobili, dagli artigiani ai poeti) era in funzione di esso. Con la nascita e lo sviluppo della scienza le cose sono radicalemente cambiate e la religione durante tutto il tempo successivo si è erosa nelle sue spiegazioni del mondo lasciando sempre più spazio alla visione attenta, chiara e soprattutto provata che il metodo scientifico ha portato. Nel terzo millennio adesso sappiamo sicuramente molte più cose di quanto ne sapevano nell’antichità, dove appunto quasi ogni fenomeno era considerato di tipo misterioso. Si evince quindi che l’atteggiamento più consono e soprattutto intellettualmente più umile è quello di affrontare il mistero basandosi sullo studio e sulla ricerca, e non con la presunzione di spiegare un fenomeno basandosi solo su questioni che ricadono nella metafisica, viziate da pregiudizi e da dogmatismi. Quello che mi chiedo è:  come è possibile che nel terzo millennio, dopo tutto il progresso, ci siano ancora persone che invece di affrontare un problema ragionando con la propria testa e avere un approccio di dubbio, di ricerca e di studio, continuino a pensare con la testa altrui e a credere, o addirittura a fare, considerazioni totalmente legate all’immaginazione e quindi slegate dalla realtà ?

A presto ;)

ps: e concludo che avere un atteggiamento di tipo scientifico verso il mondo non mortifica assolutamente tutta la sfera spirituale legata alla vita e a questioni simili, come molti erroneamente pensano.. Ma di questo ne discuterò in un altro post.. :)


Esperimento di dittatura – La banalità del male

aprile 8, 2009

Oggi ho avuto l’opportunità di vedere un buon film, soprattutto che facesse riflettere, ed era da tanto che non capitava a parte “Walzer con Bashir”, altro film interessante. La pellicola di cui parlo si intitola “L’onda” e si ispira ad un fatto realmente accaduto nel 1967 in California dove un professore di storia, Rone Jones, per spiegare la genesi del nazismo, indusse una classe di una trentina di studenti a forme di cameratismo attraverso l’uso della disciplina, dell’uniforme, di un gesto di riconoscimento (l’onda, appunto). L’esperimento, che doveva durare solo un giorno, finì per estendersi a tutta la scuola e per sfuggirgli tragicamente di mano quando il movimento acquistò vita propria: gli studenti non aderenti furono picchiati, mentre gli stessi membri si spiavano a vicenda. Nel quinto giorno il docente si vide costretto a sospendere la prova. Il film riprende molto accuratamente questa vicenda in chiave moderna e infatti lo stesso Rone Jones ha dichiarato che durante la visione del film gli sembrasse di essere veramente all’interno di quella classe. Il punto chiave su cui cerca di ruotare il film è il fatto di come in realtà sia davvero semplice ricadere nelle stesse trappole psicologiche che hanno portato alla nascita dei regimi autocratici e dittatoriali. Il falso presupposto (o meglio, il pretesto) dell’unità e della coesione del gruppo, dell’aiuto reciproco ecc. portano invece in un gioco molto sottile dove chi non segue le regole e le ideologie che pian piano nascono è totalmente tagliato fuori. Il principio fondante è il fatto di credere che non tutti siano uguali, che non tutti abbiano le stesse potenzialità o pari opportunità e all’interno di questo disagio si forma un gruppo ben coeso con delle proprie regole che tende a sovrastare chi è diverso, chi è più debole o semplicemente chi non vuole aderire a certe ideologie: è la morte totale della democrazia. Ci si chiede allora, come è possibile che dei regimi del genere che ci sembrano tanto immorali o negativi siano potuti nascere nello scorso secolo addirittura in più parti del pianeta? I regimi dove solo una persona detiene il potere e comanda incontrollato su un popolo suddito sono purtroppo molto semplici per il solo motivo che è più semplice ragionare con la testa altrui piuttosto che con la propria, e ci si affida nelle mani di una persona solo perchè essa è riuscita a manipolarci in vari modi spesso molto sottili. Possiamo vedere questo fatto nel semplicissimo e attualissimo conformismo nel vestire di tutti i giorni: come l’uniforme identificava (!) l’appartenenza ad un gruppo con precisi ideali così tutt’oggi il nostro modo di vestire ci identifica in un ben preciso modo (gruppo, scala sociale ecc). Una delle possibili chiavi di lettura è quindi quella che la nascita dei regimi dittatoriali è stata troppo facile, quasi fosse un decadimento in negativo di un conformismo sfrenato. Ovviamente con degli ideali del genere è chiaro che nasce anche il fenomeno del razzismo che tutti noi conosciamo, chi è diverso da noi diventa nemico e lo si denigra con qualsiasi pretesto. Ma il film mette in luce anche un altro aspetto che è forse quello più sconvolgente e quello che più fa riflettere: ad un certo punto nel film il professore, che ormai ha assunto l’aspetto di un vero e proprio dux del movimento scolastico, invita gli alunni a farsi portare da lui il “traditore”, un loro compagno che si era ribellato avendo capito la pericolosità della situazione; quello da notare è il fatto che chi ha trascinato con la forza il povero ragazzo erano i suoi stessi amici con cui i giorni prima si divertiva. “Cosa ne facciamo di lui?” domanda il professore, “ce lo deve dire lei signore” – “e perchè dovrei dirvelo io? Allora perchè lo avete trascinato qui con la forza?” - “Perchè lo ha ordinato lei signore”. Ecco, ciò che il professore voleva sentire come risposta alla sua prima domanda “ragazzi voi siete davvero convinti che in una società moderna non sia ancora possibile una forma di dittatura?”. Quello che è avvenuto non è stato altro che la rispota “sì, è possibile” a questa domanda. E questo punto sconvolgente è stato trattato a lungo dalla filosofa e storica Hannah Arendt con il suo stupendo libro “la banalità del male” che consiglio di leggere a tutti voi per la grande potenzialità che vi porta a importanti riflessioni. E’ proprio così che Hannah descrive questo punto cruciale della vicenda, come una banalità del male. Cosa vuol dire? Durante i processi per i crimini nazisti molti dei militari che compievano quei delitti orrendi si giustificava semplicemente dicendo “ho eseguito gli ordini”. Il fatto più sconcertante però non è tanto questo, ma è che queste persone non erano nella loro vita persone cattive o pazze, non erano squilibrate o terribilmente violente, ma erano spaventosamente normali: essi compievano cose atroci senza pensare, influenzati dall’autorità del loro superiore che ascoltavano come fosse Dio, non avevano idea degli atti che stavano compiendo. La domanda che si f a Hannah e ci facciamo anche noi: “E’ possibile che delle persone normali come loro e come noi, che posseggono dei valori e che sono perfettamente sane, possano oltrepassare questi limiti, compiere atti atroci senza nemmeno risentirne o avere alcun senso di colpa? E’ possibile che un autorità ritenuta legittima possa spingere una persona a superare i propri limiti morali in nome di un “bene” superiore?” E’ qui che il male diventa qualcosa che non ci tocca, lo compiamo senza rendercene conto, diventa ovvio, diventa banale. Questa è la tremenda verità che le vicende dello scorso secolo hanno sollevato e che dovrebbero indurci a meditare un po’ di più sui nostri principi morali, per rafforzarli e non farli cedere, in qualsiasi situazione.


Un salto a Barcellona

marzo 21, 2009

Quest’ultima settimana sono stato in gita scolastica (!) a Barcellona. Gran bella esperienza. A parte il divertimento dovuto che ha caratterizzato tutto lo scorrere della gita posso dire con piacere che Barcellona è una bellissima città, molto “giovanile” e soprattutto un ottima meta se ci si vuole divertire con gli amici visto che la vita notturna è peculiare di questa città. Ma anche la parte culturale non manca, soprattutto per quanto riguarda le opere di Picasso e Antoni Gaudì con il suo progetto della Sagrada Familia ancora in costruzione e le diverse case in pieno modernismo catalano di cui Gaudì è il massimo esponente.

Adesso che è cominciata anche la mia stagione preferita bisogna tornare a lavoro, almeno per qualche altro mesetto.
A presto! ;)


Aggiornamento dovuto

febbraio 22, 2009

Non mi sono fatto sentire per un po’ di tempo ma ci sono sempre. In realtà sono abbastanza impegnato e la maggior parte delle volte mi viene difficile trovare un pò di tempo da dedicare al blog. Che dire, in questi giorni ci sono state un bel po’ di novità. In primis le elezioni regionali in Sardegna, una sconfitta per tutti, perchè è chiaro che il nuovo governatore (che non si sa bene chi sia e quale sia il suo programma) è stato solo una pedina di Berlusconi. Soru aveva una chiara idea per il futuro della Sardegna e la voleva portare avanti con impegno e coraggio partendo dai giovani e dagli studenti, ora il futuro è ancora più incerto di quanto potesse esserlo prima, la Sardegna diventerà un grande centro vacanze, le sue risorse intellettuali saranno di poca considerazione. La sconfitta è di tutti e pian piano ce ne rendermo conto. Proprio il giorno dopo l’esito delle elezioni sono stato alla Cittadella Universitaria di Monserrato per degli incontri con professori e studenti di tutte le facoltà e arieggiava un certo sconforto per la vittoria di Cappellacci (Berlusconi); comunque tralasciando questo discorso, credo che la scelta si stia consolidando sempre di più sul corso di Laurea in Fisica.
Parlando d’altro, questa settimana è stata caratterizzata dalla 59^ edizione di Sanremo. Faccio i miei complimenti a Bonolis, è stata un edizione che finalmente posso dire mi sia piaciuta davvero. E’ stato capace Bonolis di dare più spazio alle canzoni, senza quelle ridicole pause stile “Baudo”, ed è stato capace inoltre di attirare il pubblico con la sua grande professionalità che lo ha sempre contraddistinto. La caratteristica di unire con una sorta di “contaminatio” più generi diversi e far cantare i giovani insieme ai big sono state le novità di questo festival dal punto di vista musicale, e credo che queste iniziative siano state gradite al pubblico. Insomma non è stato per niente male, e questo si è potuto notare anche dagli ascolti, si è riconsolidato il legame con il pubblico. Per finire, sono sempre più convinto che Laurenti sia un ottima spalla oltre che un bravissimo cantante.
Cambiando nuovamente discorso, ho visto recentemente che l’iniziativa dell’Uaar dei “bus atei” ha avuto una sorta di risposta dall’iniziativa dei “Cristiano Riformisti” con i poster su cui è scritto “Dio esiste, e anche gli atei lo sanno”.
Ora capisco il fatto di voler appendere manifesti ecc. ma non metteteci in mezzo (mi riferisco agli atei). Come ha scritto nel suo blog Aioros: “..ma almeno non sputtanare pure gli atei, non ci mettere in mezzo, ci facciamo la figura degli stronzi. Cosa deve pensare la casalinga di Voghera? “Ma cazzo, Dio esiste e gli atei non mi hanno detto niente”. Non è bello. Io non vado dal tuo migliore amico a dirgli sai, la tua ragazza ti tradisce e anche lui lo sapeva ma è stato zitto fino ad adesso. Ehi piccolino, dov’è il tuo papà? E’ quello lì? Vagli a chiedere perché non ti ha mai detto che sei figlio dell’idraulico. Non funziona così. Non mettiamoci l’uno contro l’altro, non rendiamoci ridicoli.”


Critica alla prova ontologica di Anselmo

gennaio 29, 2009

Questo signore qui sopra è Immanuel Kant, grandissimo filosofo dell’illuminismo e precursore della filosofia idealistica, come ben sapete. Scrivo questo post come risposta a tutti coloro che hanno ancora qualche credenza nella famosa prova ontologica di Dio di Anselmo d’Aosta e nella sua fuorviante logica.
La prova ontologica di Dio, per chi non lo sapesse, è la prova logica (sic!) grazie alla quale si dimostra l’esistenza dell’essere di Dio (dove “essere” è inteso in senso ontologico e non copulativo). La prova ontologica di Anselmo è la seguente: immaginiamo un incontro tra Anselmo e un ateo convinto, quest’ultimo ovviamente dice con fermezza che Dio non esiste; Anselmo allora dice “Se dici che Dio non esiste devi pur avere un idea di cosa sia Dio, altrimenti non puoi esprimerti riguardo la sua esistenza”. L’ateo allora dice “Certo, io ho una definizione di Dio: esso è un ente di cui non si può pensare nulla di maggiore, nulla di più grande”. Anselmo incuriosito dice: “Hai perfettamente ragione, e questa “idea maggiore di tutte” esiste? E’ reale?”. L’ateo prontamente risponde: “No, è solo un idea nella mia testa”,
Anselmo questa volta sorridendo dice: “Ma il Dio che hai definito poco fa come ciò di cui non si può pensare nulla di più grande è comunque inferiore al mio Dio, che oltre a quelle caratteristiche ha anche la caratteristica dell’esistenza, quindi il mio Dio è più grande del tuo (è maggiore a livello concettuale) e quindi, per la definizione che abbiamo accettato entrambi, Dio esiste! E anzi, Dio deve esistere per forza visto che è più perfetto di un Dio che non esiste.”

Non ci vuole chissà quale ingegno per capire la fuorviante logica di questa prova ontologica, se sostituissimo Dio a qualcos’altro potremmo provare l’esistenza di qualsiasi cosa! E’ simile ai paradossi di Zenone riguardo la corsa tra Achille e la tartaruga, i cari vecchi filosofi greci però ammettevano che Achille in realtà la tartaruga la raggiungeva eccome!
E’ chiaro comunque che si prova subito una certa diffidenza per una prova così importante senza mettere sul piano nessun dato sperimentale, che arrivi cioè dal mondo fisico (come fa notare R.Dawkins). E’ infatti chiaro che non si può dimostrare l’esistenza o l’inesistenza di Dio solamente con la dialettica o con giochi di parole.
In secondo luogo tutto il discorso contiene delle falle enormi: ovviamente Anselmo si riferiva al Dio cristiano quando citava questa prova ontologica, ma la può utilizzare anche un credente di qualche altra religione, come si pone allora il problema? E  poi il fatto che Dio sia “ciò di cui non si può pensare nulla di più grande” in realtà non è dimostrato (nè dimostrabile) quindi questa definizione non la si può accettare, come non si può accettare nemmeno che l’esistenza sia un attributo che qualifica in positivo un qualcosa che invece non esiste. Questo lo ha fatto notare anche Hume e Kant nel periodo illuministico. Possiamo benissimo pensare a qualcosa che sfiori la nostra idea di totale grandezza, ma non vuol dire (e non dimostra) che esista davvero. Sempre su questo punto si sono interrogati altri filosofi come l’americano Norman Malcolm: “La tesi che l’esistenza sia segno di perfezione è alquanto strana, faccio un’affermazione vera e sensata quando dico che la mia casa sarà migliore se sarà coibentata, ma che cosa significa dire che sarà migliore se esiste piuttosto che se non esiste?”
Altro filosofo D. Gasking ha argomentato la questione utilizzando la prova ontologica di Anselmo “al contrario” parlando cioè di inesistenza di Dio.

1. La creazione del mondo è il più straordinario successo che si possa immaginare
2. Il merito di questo successo deriva dalla sua qualità e dall’abilità del suo creatore
3. Se il creatore non fosse cosi tanto abile (handicap) il successo sarebbe ancora più grandioso, perchè l’impresa diventa più difficile da compiere
4. L’handicap più formidabile per un creatore sarebbe la sua non esistenza
5. Se supponiamo quindi che l’universo sia prodotto da un Dio esistente noi concepiamo un essere più grande, ovvero un essere che ha creato ogni cosa pur essendo inesistente
6. Un Dio che esiste quindi è inferiore rispetto ad un Dio più formidabile e incredibile come un Dio che non esistesse
7. Dio non esiste

Come si può vedere, la logica perversa è la stessa di Anselmo. Ovviamente entrambi non hanno dimostrato nulla, nè che esiste, nè che non esiste. La differenza tra i due è che Gasking ha creato questo filo logico per riderci su e per dimostrare che la prova ontologica è solamente un modo originale per dimostrare qualsiasi cosa si voglia in termini logici (se non ci rifletti per più di 3 secondi!). Al contrario Anselmo era molto serio, e la prova ontologica comunque ha fatto lavorare studiosi, filosofi e logici per molto tempo.
Dovuto rispetto ad Anselmo, tra i più grandi pensatori cristiani. Un po’ meno invece a chi usa ancora questo mezzo dialettico per dimostrare chissà cosa.


Di nuovo in pista

gennaio 14, 2009

Rieccomi, dopo un periodo di pausa ampiamente meritato all’insegna del relax, a scrivere sul mio umile blog. Ho scelto di mettere questa immagine non per citare qualche nuova ricerca scientifica e nemmeno per intraprendere alcuna speculazione filosofica, ma solo per ammirare quelle due foto cosi tanto simili ma anche cosi profondamente diverse.
Sono state settimane di riflessione, ho avuto la possibilità finalmente per un pò di lettura personale e ho avuto il piacere di approfondire diversi argomenti dal punto di vista scentifico da una parte e filosofico dall’altra.
Ma parliamo di attualità: queste settimane sono state caratterizzate dal conflitto in Medio Oriente, come se fosse la prima volta! Non esprimo grossi pareri, sono per il cessate il fuoco, anche perchè molte persone innocenti stanno perdendo la vita; e ho visto che già si sta ottenendo qualche risultato per far abbassare la cresta ad Hamas e farlo calmare. Sinceramente tutta questa grande vittimizzazione accentuata anche dall’eccessiva sensibilità dei Paesi occidentali non mi soddisfa particolarmente, soprattutto perchè quegli stessi bambini sono portati in seguito (a causa di tanti fattori quali l’odio fomentato in tutti questi anni) ad imbracciare Kalashnikov o a farsi saltare in aria in qualche via di Gerusalemme. Se noi fossimo nella stessa situazione un palestinese si impegnerebbe come noi occidentali facciamo per loro? Ne sono abbastanza scettico.

Un importante notizia di ambito scientifico che leggevo alcuni giorni fa mi ha veramente colpito: da un importante studio effettuato su campioni di RNA si è scoperto che è stata tale molecola ad essere la prima molecola enzimatica capace di autoreplicarsi sul nostro pianeta. L’esperimento è stato eseguito sintetizzando le molecole base dell’RNA, i nucleotidi, che messi insieme si autoassemblano e in seguito riescono ad autoreplicarsi senza bisogno di altri enzimi, e il processo continua in modo indefinito. I ricercatori hanno inoltre visto che durante l’autoreplicazione avvenivano mutazioni spontanee. E tutto questo senza il tocco di magia di un eventuale entità divina.
Anche Richard Dawkins nel suo libro “il gene egoista” (che consiglio caldamente di leggere) aveva ipotizzato qualcosa di simile (un brodo primordiale con migliaia di varianti di molecole composte da nucleotidi) solo che le molecole ipotizzate erano di DNA mentre ora è dimostrato essere di RNA. Esse incominciarono a selezionarsi e furono inglobate nella membrana fosfolipidica della cellula. Il DNA è quindi venuto dopo. Un punto a sfavore per i creazionisti scalpitanti.

Per quanto riguarda l’iniziativa dell’unione degli atei e degli agnostici razionalisti (di cui ho il link in questo blog) c’è da fare una leggera critica, non tanto nell’iniziativa in sè, ma nei suoi contenuti. Lo slogan è ben diverso da quello inglese, che recita:
“There’s probably no God. Now stop worrying and enjoy your life”. In italiano manca il “probabilmente”, che fa un mondo di differenza in termini teorici, pratici e metodologici. Messa così è una contrapposizione sterile tra “dio non esiste” e “dio esiste”, dogmatismo puro da ambo le parti che non sposta di una virgola le convinzioni personali di nessuno. Il senso non è (o non dovrebbe essere) contrapporre l’ateismo alla religione come due fazioni in lotta, ma contrapporre il dubbio e il sano esercizio della razionalità al fideismo dogmatico e irrazionale. Dubbio: ovvero, quel “probabilmente”. In sede etica si può essere atei quanto si vuole, e io lo sono  dal momento che vivo la mia vita non preoccupandomi dell’esistenza di Dio o meno (e assumendo peraltro la convinzione che sia improbabile l’esistenza di Dio, ma notate bene, si parla di probabilità e non di certezza!); ma in sede teoretica vige il principio di falsificabilità, e dovremmo essere noi i primi ad applicare il metodo scientifico: l’ateismo non può ergersi a dogma se no ricade pericolosamente nel baratro che l’ateismo stesso cerca di criticare. Inoltre c’è da considerare anche un altro aspetto, di quale Dio si sta parlando? Molti scienziati e persone che applicano una sana razionalità alla questione si considerano profondamente religiosi quando si parla di Dio in senso non dogmatico, per esempio citando il Dio di Einstein, il Dio di Spinoza ecc. La concezione di Dio di molti italiani non è sempre identica (per fortuna!) a quella che ha in mente il papa. Quindi in questo caso (in altri casi si sarebbe valutato diversamente) se rimaniamo sul terreno dell’agnosticismo con il “probabilmente”, è facile che molte più persone si riconoscano nello slogan, che dovrebbe essere il fine principale; buttarla sull’ateismo assolutista e militante è pericoloso, perché ci fa passare per dogmatici come e più dei preti. Poi, concludendo, io avrei utilizzato una frase migliore e propositiva, che ispirasse alla riflessione profonda, e non un semplice “gli altri sbagliano” che comunque è sempre sbagliato se non ci sono argomentazioni e/o proposte a riguardo.

Riaggionerò presto il blog!
Ciao ;)


Pausa vacanze natalizie

dicembre 23, 2008

Il Natale è alle porte e come ogni anno parto nel nord Sardegna per passarlo con la mia famiglia. Tra relax, lettura e finalmente un po’ di svago auguro a tutti un buon Natale e un buon anno, sperando che il 2009 sia migliore di quest’ultimo (anche se la situazione economica non promette bene).
Ci risentiamo dopo queste tanto attese vacanze.
Ciaooo ;)


Il fenomeno “Libro delle facce”

dicembre 23, 2008

Facebook dilaga, e ora mai ne stanno facendo anche “pubblicità” in televisione vista la sua grande ascesa. Si sa però anche che sta compromettendo seriamente un altro fenomeno certamente più vivo a livello intellettuale (ma che rischiava di sfociare nel populismo), cioè quello del blogging iniziato intorno alla fine degli anni 90. Grazie ai blog si è potuta dare quella circolazione di informazioni che oggi sta pian piano diminuendo. Basta dare un occhiata alle statistiche di entrata per rendersi conto della grande diminuzione delle visite e non solo io ne parlo. Infatti ringrazio capemaster per l’immagine qui sopra che mostra chiaramente la scarsità dei contenuti di facebook, che anzi già si sta preparando alle idiote catene di sant’Antonio. Ma Facebook è cosi amato perchè è una piattaforma facile, per accedere al profilo di una persona bisogna esserle amico, a meno che essa non dichiari esplicitamente di rendere pubblico il profilo, si possono creare gruppi per poter discutere di vari argomenti (rimpiazzando i normali forum), organizzare date di incontro, avvenimenti, compleanni ecc. come se fosse una grande agenda, si può scrivere quello che si fa duranete la giornata, pubblicare link e video rimpiazzando ciò che fa comunemente un blogger, ci si può svagare con test e altre applicazioni varie che vanno dai giochi alle più disparate tematiche. Insomma è un social network raccoglitore di tante cose, che rischia però di mettere in pericolo il vero punto fondamentale sul quale sempre si è basato il web: la ricerca di siti e fonti diverse, la diveristà insomma. E si rischia anche di avere una morbosità nel suo uso, un angoscia se si sta lontani da esso, una perdita del concetto di realtà. Ma è meglio non vedere le cose da un punto di vista cosi pessimistico. Ora è il tempo di Facebook, ma passerà e qualcun’altro prenderà il suo posto prima o poi.
A presto ;)


Quando la storia non piace

dicembre 18, 2008

Comincio il post dicendo che la nuova bacheca WordPress è veramente stupenda e ha diverse funzioni nuove. Ottimo lavoro! Proseguo dicendo che le parole del presidente della Camera Gianfranco Fini sono giuste e che ha perfettamente ragione. L’Osservatore Romano è andato subito contro ciò che è stato detto accusando il presidente di approssimazione storica e opportunismo politico. L’approssimazione storica è in realtà ciò di cui è vittima lo stato pontificio e l’opportunismo politico sarebbe stato tacere piuttosto che non ricordare quei dolorosi fatti. Ma daltronde la Chiesa non lo ammetterà mai in maniera ragionevole, perchè essa stessa non è ragionevole. Poichè l’argomento è bello succulento vi rimando all’articolo di Malvino che prende sotto braccio la questione.

A presto!


Sempre presente

dicembre 10, 2008

Dopo una lunga pausa per la quale questo blog non ha visto nessun articolo nuovo, rieccomi qui. In questo periodo, lo dico sinceramente, sta vigendo la filosofia dell’ozio. Faccio diversi punti per una migliore lettura:

        1. Sto passando la maggior parte del tempo più che altro a leggere due libri appassionanti che mi sono voluto cordialmente regalare, entrambi del grande matematico Piergiorgio Odifreddi: il primo “Perchè non possiamo essere cristiani” porta avanti una ricca critica contro il cristianesimo e il cattolicesimo in chiave teorica, prendendo i diversi passi della Bibbia e del Vangelo e sottolineando le contraddizioni, i falsi storici, le bruttezze letterarie, i paradossi etici, i pregiudizi radicati; il secondo “Il matematico impertinente” è molto più famoso, è un saggio nel quale Odifreddi parla di diversi temi prendendo posizioni importanti riguardo la politica e la religione, e facendo una interessantissima opera di divulgazione riguardo alla matematica, la logica, le scienze, la letteratura. Soprattutto riguardo la religione anche in questo caso la critica è forte ma si fa più generale: Odifreddi va a toccare gli aspetti più pratici ma soprattutto chiarisce altri aspetti molto interessanti, uno per tutti la religione dal punto di vista “biologico” e “fisiologico” delle neuroscienze. Sembra un paradosso a dirlo ma un interessante capitolo è dedicato a questo, una fede cerebrale, la stretta vicinanza tra inconscio e la sensazione di Dio. Ovviamente il religioso si rifiuterà di vedere le sue esperienze religiose ridursi a fattori elettrochimici, ma su questo dedicherò un articolo a breve. Spero di essere più presente per il blog e di scrivere presto articoli interessanti su queste tematiche cosi forti.
        2. Uno sguardo alla questione macroeconomica attuale: che dire, la crisi si comincia a sentire, perlomeno in Italia, già vittima di una situazione devastata riguardo all’economia interna. Si sta instaurando un processo che può pericolosamente diventare vizioso: i numerosi licenziamenti (ci sono stime per i prossimi mesi che fanno rabbrividire) e la cassa integrazione sempre più frequente per troppe persone tenderà a far inginocchiare ancora di più il mercato interno. Il potere d’acquisto continua a diminuire, lo sviluppo industriale tende allo zero, e cosi via. La soluzione nel rilancio dell’economia sta nel rilancio dei consumi, e questo può avvenire solo con il calo dei prezzi, se non con una vera e propria deflazione. Ma i disastri all’economia interna non sono da attribuire totalmente alla crisi internazionale, ma sono stati la conseguenza durante questi decenni della mancanza di persone competenti che abbiano saputo avere un minimo di senso di responsabilità e quindi di prendere decisioni importanti in materia economica. Questi che vediamo sono i guasti di una politica insana e di un comportamento non sempre corretto e responsabile all’interno delle istituzioni pubbliche. Girando lo sguardo in un altro versante: hei ieri il petrolio era a 42$, perchè lo paghiamo come se fosse ancora a 120$ ?
        3. Per quanto riguarda la riforma scolastica il governo sta facendo un passo indietro come gli studenti volevano (peccato che ci siano voluti 2 mesi, con tutti i disagi che questo ha comportato). Sono molto soddisfatto per l’aumento delle ore di inglese, matematica e materie scientifiche nelle scuole superiori. Le materie umanistiche hanno troppe ore perfino nei licei scientifici, fatta eccezione per la storia e la filosofia che invece dovrebbero averne di più a mio parere proprio per la loro natura di “aprire le menti”. Peccato che queste piccole modifiche verranno attuate quando io me ne andrò dalla scuola superiore e entrerò all’università per la quale i tagli avverranno comunque. Pazienza, non sono stato fortunatissimo. :)

          Statemi bene, a presto!


          LHC e il Bosone di Higgs

          novembre 9, 2008

          Leggevo nel web vari articoli e come sempre nel blog di Marco ho trovato una bella spiegazione chiara di come sia avvenuto l’incidente del 19 Settembre scorso. Il 3 Novembre è avvenuto l’ultimo test e ora è in letargo fino al 2009. Ecco cosa è successo in breve (ringrazio Marco): la connessione elettrica difettosa ha cominciato a dissipare potenza, si è osservato un picco di tensione resistiva di 1 V (chi si ricorda la legge di Ohm può facilmente calcolarsi di che resistenza stiamo parlando), la tensione dunque è stata staccata e sono partite le operazioni di emergenza (tutto questo è avvenuto in mezzo secondo!). Si è creato un arco voltaico che ha bucato il contenitore dell’elio che è uscito nel vuoto di isolamento, si è tolta la corrente ai magneti per sicurezza e si sono aperte le valvole di sicurezza, che è in fin dai conti una buona cosa. Ma la pressione dell’elio nel sotto-settore 23-25 era troppo forte e in totale nel tunnel sono state rilasciate 6 tonnellate di elio, 2 subito (che hanno saturato l’atmosfera cacciando via l’ossigeno, motivo per cui non si è potuti scendere subito a vedere), e circa altre 4 prima che si potessero richiudere le valvole. Più tutti gli altri danni alle apparecchiatture (dipoli e quadrupoli, perfino ancoraggi sul pavimento ecc). Insomma c’è un bel lavoro da fare!

          Dovremo aspettare quindi per vedere se esiste davvero il bosone di Higgs o qualcosa di simile. Ma cosa è il bosone di Higgs? Perchè è cosi importante? Ancora nel blog di Marco ho trovato una semplice e chiara minidivulgazione scientifica, almeno per capire di che si tratta. Cercherò di sintetizzarla in alcune righe. Partiamo un pò da lontano: molto tempo fa si pensava che la materia, anche se l’avessimo divisa sarebbe stata composta sempre dalla stessa “cosa”, per esempio l’acqua era semplicemente acqua, nient’altro. Poi alcuni signori volevano vederci chiaro, si iniziò separando le molecole, poi affettando ancora più a fondo si scoprì che anche una molecola d’acqua è un composto, formato da un atomo di ossigeno e due di idrogeno (la chimica la sappiamo un pò tutti). Anche gli atomi vennero scomposti in parti più piccole sino a scoprire un nucleo composto da particelle di protoni e neutroni e altre particelle più piccole che orbitavano attorno ad esso, gli elettroni. Non molto tempo fa si arrivò a fare un ulteriore passo avanti, i protoni e neutroni erano composti a loro volta da particelle ancora più elementari: i quark.
          Gli scenziati pensano che tutte le cose siano fatte dalle particelle che potete vedere nell’immagine in alto: i quark e i leptoni, che si combinano tra loro come in un gioco delle costruzioni (un protone per esempio è costituito da due quark up e un quark down, un neutrone da due quark down e un quark up). Questi costituenti elementari si “parlano” scambiandosi delle altre particelle “messaggere”, che sono i fattorini delle forze fondamentali della natura: il fotone (la luce in tutte le sue forme) trasporta la forza elettromagnetica, che è quella responsabile di tutta la chimica e le interazioni di tutti i giorni; i gluoni scambiano la forza “forte”, che tiene insieme i quark e i nuclei degli atomi; le particelle W e Z si occupano di scambiare la forza “debole”, che è quella responsabile della radioattività. C’è poi la gravità ma non facciamo tutto insieme, meriterebbe un bel discorso lungo a parte. Ritornando al dunque, purtroppo c’è un “problemino”, la teoria che descrive i componenti fondamentali di tutte le cose (il Modello Standard, che è stato formalizzato negli anni ‘70 del secolo scorso) funziona veramente molto bene, ma ha un piccolo difetto: sostiene che le particelle non dovrebbero avere massa. Noi invece sappiamo bene che le cose hanno massa e dunque devono averla anche le particelle che le compongono, ma se aggiungessimo la massa “a mano” nella teoria le equazioni vengono distrutte e non funzionano più (i fisici teorici dicono che l’invarianza di gauge della teoria non era rispettata). Poi negli anni 60 il signor Peter Higgs ebbe un idea: supponiamo che le particelle in effetti non abbiamo massa di per sé, ma che nell’universo esista però un campo che pervade tutto, una sorta di melassa cosmica che le particelle devono attraversare quando si muovono. Questa melassa frenerebbe in modo diverso ogni particella (e ogni composto di particelle, cioè ogni cosa) rendendola più o meno pesante. Tradotta in equazioni l’idea funzionava: le particelle acquisivano massa e le equazioni della teoria rimanevano valide senza spappolarsi. Già, ma come fare a provarlo? Il signor Higgs andò oltre nei suoi calcoli e notò che se la sua ipotesi era vera, allora questa sorta di melassa cosmica, oltre a dare massa alle particelle, ogni tanto doveva anche raggrumarsi su se stessa, dando vita una nuova particella che venne battezzata bosone di Higgs. Ecco, il bosone di Higgs, se esiste, è il condensato di questo campo che pervaderebbe tutto e sarebbe il responsabile della massa di tutte le altre particelle. Se riuscissimo a vederlo avremmo la prova che la teoria del signor Higgs è esatta, e dunque una spiegazione del perché tutto ha una massa. E poi potrebbe essercene più di uno e la melassa cosmica potrebbe essere un miscuglio di più particelle. Lo so la spiegazione è molto semplice, ringrazio Marco, ma è questo che fa un Fisico, prima si parte dal generale e poi si arriva al particolare, (come ha fatto notare il prof. Burderi in una sua conferenza) se chiedete ad uno scienziato di calcolarvi il moto Newtoniano di una foglia che cade vi risponderà che è praticamente impossibile, eppure è una cosa cosi banale no? L’attrito dell’aria sulla superificie della foglia però sarebbe talmente complesso da calcolare che finirebbe per rendere il sistema impossibile. Allora prima studiamo il moto di un punto materiale invece che di una foglia, poi vediamo che la foglia è qualcosa di molto particolare mentre un proiettile per esempio con la sua superficie rotondeggiante si avvicina molto di più alla nostra teoria, è questo che fa un Fisico. E’ questo l’atteggiamento da tenere quando si cerca di spiegare qualcosa del genere. Molti non comprendono quanto sia importante la ricerca pura (tornando al discorso dell’LHC) semplicemente perchè non comprendono di cosa tratta, infatti la maggior parte delle volte le ricerche si basano su nozioni difficili e complesse. La divulgazione semplice e chiara aiuta ad avvicinarsi anche se non a livello approfondito nelle bellezze della Fisica e della Scienza in generale, che non fa altro che affascinare ogni giorno di più.
          A presto ;-)